Traino Cinzia

Cinzia Traino

Cinzia Traino, nasce a Napoli nel 1967 e vive e lavora a Rossano. Il suo percorso si sviluppa fin da subito in equilibrio tra Arte e Scienza: dopo un primo approccio agli studi in Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, sceglie di laurearsi in Pedagogia, consolidando una visione che unisce metodo analitico e profondità umana. Questa doppia matrice diventerà il fondamento della sua ricerca artistica.

La sua indagine parte da una domanda essenziale: cosa resta di un oggetto quando perde la sua funzione? Bottiglie, vetro, cerchioni, carta, riviste, frammenti di terracotta, tubi in PVC, circuiti elettrici, scarti industriali e organici diventano materia narrativa. Si tratta di un processo di interpretazione e trasformazione che va oltre il semplice riuso. Traino osserva, raccoglie, conserva; poi sperimenta, assembla, taglia, riscalda, piega, stratifica, fino a raggiungere una nuova forma compiuta.

Ogni opera custodisce la memoria dell’oggetto originario ma ne supera il vincolo funzionale. Forma e significato cambiano, mentre resta visibile la traccia della nostra storia di consumo e spreco. La sua poetica è insieme gesto creativo e atto etico: un invito a riconsiderare il concetto stesso di scarto, trasformandolo in valore culturale.

Dalle prime esperienze nel recupero e nella decorazione di mobili, ai laboratori scolastici dedicati alla trasformazione dei rifiuti, fino alle mostre sul riuso creativo e alla personale “SpazzArte: niente si butta via, tutto si trasforma” presso il Museo di Chimica “Primo Levi” dell’Università La Sapienza di Roma, il suo percorso si distingue per coerenza e identità. Restituire identità alla materia, nel suo lavoro, significa restituire consapevolezza al nostro tempo.

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